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La Regione Siciliana è stata individuata quale custode del sito Scala dei Turchi , a seguito del sequestro preventivo disposto dalla Procura della Repubblica di Agrigento.L’assessore regionale all’Ambiente Toto Cordaro, d’intesa con il governatore Nello Musumeci, ha convocato per lunedì mattina, al Comune di Realmonte, una riunione operativa. Un primo vertice, per definire gli ambiti di competenza dei vari uffici, si è già tenuto a Palazzo Orleans. Alla riunione di lunedì – cui seguirà un sopralluogo nell’area del litorale agrigentino – parteciperanno anche il capo della Protezione civile della presidenza della Regione Calogero Foti, il comandante della Capitaneria di Porto Empedocle, Gennaro Fusco (delegato dal procuratore Luigi Patronaggio all’esecuzione del decreto di sequestro), il sindaco di Realmonte, Calogero Zicari, oltre al dirigente regionale della Struttura territoriale dell’ambiente di Agrigento-Caltanissetta e al soprintendente ai Beni culturali di Agrigento, nominati custodi nel provvedimento giudiziario. «Non appena ci è stato notificato il decreto – evidenzia l’assessore Cordaro – ci siamo immediatamente attivati per coordinare gli interventi da effettuare. Il governo Musumeci ha sempre considerato prioritaria la tutela del bene rispetto ad ogni altro aspetto: la Scala dei Turchi, infatti, è un monumento che va ammirato e non calpestato, o peggio vandalizzato. Il provvedimento della magistratura non potrà che favorire questo percorso che mira a regolare la fruizione dell’area, coniugando il diritto del visitatore con la conseguente esigenza della salvaguardia del sito». Anche in vista del vertice che si terrà lunedì al Comune di Realmonte fra tutte le istituzioni coinvolte al caso Scala dei Turchi interviene l’associazine ambientalista Mareamico che afferma: “Adesso occorre  organizzare un efficiente servizio di guardiania durante le ore diurne, per impedire ai numerosi visitatori di entrare nell’area interessata al provvedimento di sequestro, tanto nel lato Est quanto soprattutto nel lato Ovest che è molto più pericoloso”. “La Regione Sicilia – ha proseguito MareAmico – si dovrà fare carico delle spese di messa in sicurezza definitiva della collina, con una puntuale azione di disgaggio di tutti i massi ancora in bilico e con il posizionamento di reti parasassi nella zona Ovest, come è stato fatto nella zona Est”.