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Il feto morto ritrovato ieri mattina nella rete fognaria dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca era stato espulso in bagno da una donna, ricoverata nel reparto di ginecologia per sottoporsi ad un aborto volontario. A ricostruire la vicenda è stato il procuratore della Repubblica di Scaicca, Vincenzo Pantaleo, il quale ha aggiunto che, in merito al caso, non è stata formulata alcuna ipotesi di reato. Rispettate le procedure relative all’aborto con i protocolli previsti dalla legge. L’indagine, scattata dopo il rinvenimento del corpicino, è stata già archiviata. Il feto, dell’apparente età di 17 settimane e delle dimensioni di appena 10 centimetri, era finito nella fognatura interna dell’ospedale, terminando il suo tragitto nel grigliato, che immette sul raccoglitore dei rifiuti speciali del presidio ospedaliero. A trovarlo l’addetto alle pulizie che ha subito chniamato la polizia.