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La più grande scommessa di chi si impegna in beni sottratti alla mafia è far
si che questi possano tornare a dare frutto. Ed è ciò che avverrà con i terreni
attualmente gestiti dai soci della cooperativa “Rosario Livatino – Libera
terra”, che in questi giorni hanno già arato e seminato 60 ettari tra le
contrade Robadao e Gibbesi con grano duro di certificazione biologica. Altri
cinquanta ettari, in contrada Virgilio, saranno coltivati a ceci nel febbraio
prossimo.

“Robadao vive e produce – ha dichiarato il presidente del Consorzio
Mariagrazia Brandara -. Il lavoro dei soci e il sostegno economico degli
sponsor e di Libera consentirà di far crescere su quei terreni il grano, che
simbolicamente rappresenta la vittoria della vita sulla mala erba della
criminalità, che su quei territori aveva piantato le sue cancerose radici”.