Cronaca Porto Empedocle

Sequestra, violenta e tortura con bottigliate e frustate la compagna minorenne incinta, rinvio a giudizio per 27enne

Schiaffi, pugni, morsi, forbiciate e frustate al volto con una prolunga elettrica: il tutto mentre restava seduto sul ventre della giovanissima compagna incinta alla quale sarebbe stata persino cucita la vagina. Una lunghissima serie di violenze, torture e umiliazioni andate avanti per un anno e mezzo durante il quale avrebbe dovuto subire di tutto.

Raccolte le denunce, quattro anni dopo i fatti, il pubblico ministero Chiara Bisso ha fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari – atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio – nei confronti di un ventisettenne di Porto Empedocle che rischia adesso un processo e una pesante condanna per le accuse di maltrattamenti, violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni aggravate. Il suo difensore, l’avvocato Luigi Troja, avrà adesso un termine per provare a convincere il pm a non chiedere il rinvio a giudizio attraverso un interrogatorio del proprio assistito, la produzione di memorie o sollecitando altri atti di indagine. 

La lista dei maltrattamenti ai danni della convivente all’epoca minorenne è raccapricciante. Nel marzo del 2015 la ragazza sarebbe stata colpita con una bottiglia di vetro alla nuca e schiaffeggiata al volto. Il ventenne l’avrebbe sequestrata all’interno della camera da letto, chiudendola a chiave e vietandole di uscire, impedendole persino di vedere la luce dopo avere bloccato la finestra con un piumone. La minorenne, quando tentava di opporsi, sarebbe stata presa a morsi e frustata con dei cavi elettrici e le guarnizioni degli infissi. Ma non solo.

In diverse occasioni sarebbe stata sottoposta a “crudeli umiliazioni”, sputandole e urinandole addosso, versandole sui capelli la lettiera sporca del gatto, costringendola a raccogliere con la bocca i mozziconi di sigaretta, spegnendo le stesse sigarette sul suo collo e sulla mano. In una circostanza le torture si sarebbero spinte al punto di cucirle le labbra dei genitali esterni. Poi un brutale pestaggio, che sarebbe avvenuto il 9 gennaio del 2016, con la donna in avanzato stato di gravidanza presa a schiaffi, pugni, forbiciate e frustata con una prolunga elettrica mentre il suo compagno stava seduto sul suo ventre.

Dal marzo del 2015 al gennaio del 2016, inoltre, la ragazza, che solo da poco ha compiuto 22 anni e allora era minorenne, sarebbe stata ripetutamente costretta ad avere rapporti sessuali completi anche durante la gravidanza nella camera da letto dove era segregata.