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C’è sgomento dopo i fatti di Licata dove una gang si divertiva a torturare disabili e postare i video sui social. Tutto contornato dall ‘indifferenza perchè mentre per le strade quei giovani venivano malmenati e chiedevano aiuto, i passanti anziché fermarsi si giravano dall’altra parte. Fatti che interrogano e che ci interpellano come comunità cattolica. Dopo l’ appello del Sindaco Galanti, la lettera dei due Pastori, mons. Montenegro e mons. Damiano, e anche dopo l’operazione antimafia dei carabinieri di martedì scorso e l’appello del Prefetto per un “riscatto di tutta la Comunità” interviene anche l’ufficio di Pastorale Sociale della Curia Arcivescovile , il Consiglio Pastorale Cittadino di Agrigento. Lo fanno con una nota condivisa da buona parte dei Sindaci della Provincia di Agrigento . “Come Comunità Ecclesiale e Sociale – scrivono- non possiamo non sentirci coinvolti dal desiderio di riscatto e di rivalsa che può e deve mostrare il forte senso civico e di amore a questa terra che come cristiani e cittadini deve vederci protagonisti. Non possiamo più assistere inermi alla distruzione di ciò che ancora pensavamo nessuno potesse rubarci, la dignità di essere cittadini e cristiani convinti per questo di voler alzare la testa . Questa è una terra ricca di contraddizioni, ma anche di potenzialità, terra di Santi, beati e venerabili, terra di poeti e scrittori terra ricca di grande senso di accoglienza, di solidarietà di condivisione che viene fuori spesso e soprattutto nelle situazioni limite come quelle che stiamo a volte subendo e a volte vivendo da spettatori. Dobbiamo ricordarci della nostra dignità di uomini e donne, non possiamo continuare a stare alla finestra mentre poche decine di persone che amano solo delinquere rovinino e deturpino la dignità e l’onorabilità di tutta una Comunità. Tutti dovremmo dire “Basta” come non mai… tutti uniti alle nostre Istituzioni, alle forze dell’ordine ai nostri Sindaci tutti uniti per dire Agrigento non è questa!”