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C’è un nuovo allarme sul servizo idrico nell’agrigentino e a lanciarlo è ancora il commissario prefettizio dell’ex Girgenti Acque, Gervasio Venuti. Iterviene sulle gravi difficoltà finanziarie della società, già dichiarata fallita. L’attuale disponibilità finanziaria è assolutamente insufficiente alla gestione del servizio idrico- dice- e la situazione si aggraverà di giorno in giorno dovendo trasferire una quota maggioritaria degli incassi alla gestione fallimentare. Comunque, anche se si incassasse interamente quanto bollettato (e molti utenti hanno già iniziato a non pagare), il rischio crollo sarebbe dietro l’angolo”. Il sistema rischierebbe di crollare entro fine mese. Questa mattina hanno protestano le imprese che si occupano della manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti idrici e fognari e della depurazione nel territorio agrigentin per rendere pubblico il loro disagio e la loro sofferenza rispetto alle questioni legate alla gestione del servizio idrico integrato, alle prese con pesanti criticità di natura economico-finanziaria a seguito della dichiarazione di fallimento di Girgenti Acque. “C’è grande preoccupazione – dice la CNA- tra le aziende, circa una ventina che da tempo svolgono l’importante servizio a beneficio delle comunità  agrigentine, sia per quanto riguarda la loro posizione creditoria, presente e passata, sia per quanto riguarda l’attuale rapporto di continuità lavorativa, ma anche per gli scenari futuri. Le imprese, fortemente in difficoltà- continua la nota- chiedono l’intervento delle Istituzioni del territorio, con il sostegno della Regione, affinché si individuino soluzioni adeguate ed efficaci finalizzate a recuperare il credito fin qui maturato, per i servizi essenziali già erogati, e ad avere una seria e concreta prospettiva nell’ottica della nuova gestione del servizio, tenuto conto anche dei livelli occupazionali attualmente garantiti dalle stesse: complessivamente danno lavoro ad un centinaio di operai”.