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Fumata nera ieri al consiglio comunale di Agrigento.
Rinviata la seduta al 28 dicembre ma nessun riferimento all’elezione del nuovo presidente.
Se ufficialmente si è ancora lontani alla definizione di un nome che possa sostituire il dimissionario Carmelo Callari, sembrerebbe che qualcosa si stia muovendo.
Da un lato infatti, Pdl e Pid (i partiti più rappresentati in consiglio), cercano di trovare una sintesi concentrandosi su un solo nome. In ballo ci sono: Francesco Alfano e Nino Amato per il partito di Berlusconi, Giuseppe Gramaglia, Elisa Virone ed Angelo Principato tra gli amici dell’ex governatore Salvatore Cuffaro.
Ma l’importante novità è quello che sta succedendo dall’altra parte: i partiti che compongono la maggioranza alla Regione e cioè Mpa, Pd, Futuro e Libertà e Udc potrebbero avere un loro candidato.
E visto che l’Udc ha già il sindaco mentre Pd ed Mpa hanno già un vicepresidente a testa, la scelta potrebbe cadere su un ex finiano di Futuro e Libertà: e in questo caso si fa il nome del consigliere Giuseppe Miccichè.
Secondo indiscrezioni questo cartello politico avrebbe a disposizione già 12 voti e cercherebbe l’appoggio di altri consiglieri singoli come Nello Hamel e Carmelo Picarella.
Pertanto potrebbero essere due i candidati alla presidenza: e la battaglia potrebbe essere molto serrata.
E’ utile ricordare che se al primo tentativo di votazione non viene raggiunto il quorum del 50% +1, e cioè 16 consiglieri, alla seconda votazione diventa presidente chi ottiene un voto in più dell’altro candidato.