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Si rinnova l’appuntamento con i festeggiamenti in onore di Santa Lucia, la Santa degli occhi miracolosi che, secondo talune leggende, lacrimarono piogge di grano per sanare la carestia dei siracusani. Ancora oggi, dopo tanti secoli, la martire, resta per tutti i credenti, la Santa della Luce: non a caso il 13 dicembre è il giorno più corto dell’anno. Questa mattina, anche ad Agrigento si sono celebrate diverse messe nell’omonima chiesa in suo onore.

La leggenda narra che nel corso di una tremenda carestia che stava decimando la popolazione a Siracusa, nel giorno della ricorrenza, si vide arrivare nel porto un vascello pieno di grano che fu immediatamente distribuito alla popolazione. Era tanta la fame che tormentava la città e dunque il popolo non perse tempo a macinare il grano per preparare il pane ma lo bolliva e lo mangiava con una fame spaventosa, cosi appena pronto i cuochi al grido di “cucìa”, “cucìa”, cioè è cotto, è cotto, richiamavano le persone vicino ai grandi pentoloni e da qui il grano veniva distribuito. Nacque  cosi la “cucia” che significa appunto chicco cotto, cucinato. Negli anni seguenti, per rievocare questo momento, si passò a festeggiare il 13 dicembre consumando un piatto di grano cotto. Diversi i modi di cucinarlo.

Dunque una tradizione che si tramanda negli anni e che alla devozione nei confronti della Santa, unisce il piacere di assaporare un dolce piatto.