Si sono spenti i riflettori sulla 73^edizone del Mandorlo in Fiore.

È calato il sipario sulla 73^ edizione del mandorlo in fiore di Agrigento. Il tempio d’oro è stato assegnato al gruppo della Georgia, le spettacolari danze rituali caucasiche hanno entusiasmato la giura popolare che da quest’anno decreta il gruppo vincitore del festival internazionale del folclore.
In una Valle dei Templi gremita, nonostante le limitazioni delle presenze imposte dai dispositivi di sicurezza, uno splendido sole ha accompagnato il tradizionale spettacolo tenutosi ai piedi del maestoso tempio della concordia. La 73^ edizione, è stata dedicata al marciatore belga Jean Marc Bodart morto giovedì scorso durante la fiaccolata dell’amicizia e commossi nel ricordo del collega scomparso si sono esibiti i marciatori a cui il pubblico ha tributato un lungo applauso. Il sindaco di Agrigento ha annunciato che uno spazio della città sarà dedicato proprio a Jean Marc. Una tragedia che ha scosso l’intera città, nel 1992 un altro lutto aveva colpito il mandorlo in fiore, 26 anni fa’ un malore aveva colpito in albergo il direttore del gruppo della Turchia, anche in quel caso, nel giorno della fiaccolata.
Ma ritornando all’edizione chiusa, dicevamo che il tempio d’oro è stato assegnato dalla giuria popolare, una novità che è stata introdotta dall’organizzazione. Il podio della kermesse si è completato con L’Argentina, secondi classificati e che si sono aggiudicati anche il premio speciale “Ugo Re Capriata” assegnato dalla sezione agrigentina di Assostampa. Terzo posto invece per il gruppo dell’Armenia.

L’edizione 73 sarà ricordata anche per la presenza delle torri umane catalane, patrimonio immateriale UNESCO che ha entusiasmato il pubblico.

Da Agrigento, dunque anche quest’anno, nel segno del folclore, è stato lanciato un messaggio di pace e concordia tra i popoli. I suoni e i colori dei popoli hanno dimostrato ancora una volta che le barriere linguistiche, religiose, e culturali possono essere abbattute.