Spese pazze all’Ars, ridotta in appello la condanna di Cracolici

La sezione d’appello della Corte dei conti riduce la pena all’assessore all’Agricoltura Antonello Cracolici nell’inchiesta spese pazze all’Ars, l’ex capogruppo del Pd dovrà pagare poco più di 72mila euro. L’anno scorso Cracolici era stato condannato in primo grado a risarcire l’Assemblea regionale di quasi 300mila euro in merito all’utilizzo illegittimo dei contributi pubblici ai gruppi parlamentari, per il periodo in cui era capogruppo. Sulla vicenda c’è stato anche un procedimento penale che è stato archiviato. Secondo i giudici d’appello, “il ruolo dell’onorevole Cracolici, – si legge nella sentenza – quale presidente del Gruppo Pd, non può ridursi a quello di un ‘mero e vincolato esecutore di deliberazioni assunte collegialmente da altri e verso i quali non aveva né potere né strumenti giuridici per sottrarsi’, dovendosi riconoscere la rilevanza della posizione istituzionale rivestita, sotto i profili sia politici che di natura prettamente gestionale”.

Per la corte il presidente del Gruppo risponde del 70% visto che veniva presentato un bilancio come al Senato. Il 30% resterà a carico dell’Erario. Da qui la somma di 72 mila euro. “E’ la fine di un incubo” ha detto Cracolici, in conferenza stampa a Palermo, commentando la sentenza: “Questa storia – ha ammesso – mi ha turbato non poco. Saranno i legali a valutare se ricorrere in Cassazione o procedere con un’eventuale revocatoria. Per me si chiude una partita. Sono sollevato soprattutto per un passaggio nel quale la Corte dei conti prende atto del fatto che nessuna delle spese contestate sia mai stata fatta per motivi personali del capogruppo o dei componenti del gruppo – dice Antonello Cracolici – Sul fronte economico si tratta di uno sconto dei 3 quarti rispetto alla precedente sentenza di primo grado. Sono state riconosciute una serie di spese per iniziative pubbliche. “