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Strage di cani a Sciacca, perché in Sicilia non si accudiscono i randagi?

Strage di cani a Sciacca, perché in Sicilia non si accudiscono i randagi?
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Cuccioli abbandonati accanto ai cassonetti, branchi di cani che si moltiplicano nelle periferie e aggressioni che non tendono a diminuire. La situazione è critica in Sicilia. Le ultime stime del ministero della Salute forniscono un quadro allarmante del fenomeno. Sono circa 60 mila i randagi, in tutta l’Isola. Il caso dei cani avvelati a Sciacca , 25 in tutto, pone l’accento sul problema randagismo nell’intera Sicilia. Un fatto ,  purtroppo, non nuovo per l’isola ma che sembra non essere stato affrontato nei giusti termini. “Servono iniziative, anche legislative, immediate e risolutive”,  ha detto il presidente della Regione Musumeci che , nelle prossime ore, incontrerà  le autorità veterinarie regionali e  le più rappresentative associazioni di volontariato per trovare soluzioni condivise. La legge 281 del 14 agosto 1991 parla chiaro. I Comuni italiani devono provvedere ai cani randagi mordaci o ammalati, considerati dunque pericolosi per la comunità, che vanno tolti dalla strada per essere trasferiti, seppure temporaneamente, in canili pubblici o privati o in cliniche specializzate. La Lav, la Lega anti vivisezione, ha anche scritto a Nello Musumeci per sollecitarlo ad applicare subito il programma Lav di prevenzione del randagismo da lui firmato lo scorso novembre in periodo elettorale, che prevede, tra l’altro, la re-immissione dei cani curati e sterilizzati in aree concordate con le associazioni animaliste, contributi economici non inferiori al 50% della spesa effettuata ai Comuni e alle associazioni iscritte all’albo che presentino progetti per la sterilizzazione di animali, anche di proprietà, e per la costruzione di nuovi e moderni rifugi sanitari o adatti al ricovero, e non inferiori al 75% della spesa effettuata alle associazioni che intendano effettuare azioni didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado. Oltre alla creazione di un numero verde di pronto intervento regionale anti maltrattamenti e soccorso animali attivo 24 ore su 24 e di un’unità operativa regionale per l’emergenza randagismo in Sicilia, che possa portare a una piena e coordinata applicazione delle normative nazionali e regionali.  E sul tema randagismo interviene anche il commissaùrio straordinario di Licata, Maria Grazia Brandara che invita la politica regionale ad affrontare il fenomeno trovando adeguate soluzioni.