Strage in mare con 117 morti, l’ipotesi: omissione di soccorso

Svolta nell’inchiesta sulla morte di 117 migranti avvenuta lo scorso 18 gennaio nel primo naufragio del Mediterraneo dell’anno. Solo tre i sopravvissuti. A finire nel “mirino” dei pm – come scrive oggi Repubblica e come riprende l’Adnkronos – è il centro di coordinamento di ricerca e soccorso della Guardia costiera italiana. Come nel caso della strage dell’11 ottobre 2013, per la quale sono a giudizio alcuni ufficiali ritenuti responsabili del ritardo nei soccorsi al barcone pieno di bambini che naufragò causando la morte di 268 persone. A indagare è la Procura di Agrigento che ha inviato il fascicolo, al momento senza indagati, alla Procura di Roma con la richiesta di verificare “la sussistenza dell’ipotesi di reato di omissione di soccorso da parte degli ufficiali che furono informati che un gommone stava affondando  da un aereo del 41simo stormo dell’Aeronautica militare di Sigonella”, che lanciò due zattere. Solo ore dopo il cacciatorpediniere della Marina italiana issò con il verricello gli unici tre superstiti.