Successo per la notte bianca in centro storico

Prove tecniche di recupero del centro storico di Agrigento, ai piedi del Duomo, ormai chiuso da anni perchè a rischio crollo. Assieme alla Cattedrale di San Gerlando, la frana rischia  di trascinare a valle la memoria storica della città e, con essa, ogni ipotesi di sviluppo economico direttamento connesso alla fruizione del patrimonio artistico e culturale della antica Girgenti. Diverse associazioni in questi ultimi anni si sono mobilitate per la rinascita ed il recupero del centro storico agrigentino. Tante le iniziative organizzate sabato sera dalla Curia per coinvolgere gli agrigentini. Installazioni, mostre fotografiche, concerti, iniziative culturali tra la scalinata della Cattedrale e lo spazio Funduk in prossimità della splendida chiesa di Santa Maria Greci. Per la prima volta dopo tanti anni gli agrigentini hanno potuto visitare gli interni del Duomo di San Gerlando con una punta di dispiacere nel vedere le puntellature e le ferite inferte alla struttura dal fenomeno di estensione laterale che interessa la collina. In occasione della Notte Bianca è stato aperto al pubblico anche il Museo Diocesano realizzato da Franco Minissi nei primi anni ’60. Un orribile casamento in cemento armato, che ha inutilmente appesantito il fragile tufo arenario di Piazza Don Minzoni, è stato reso fruibile e accessibile. Per una notte gli agrigentini hanno, dunque, ripopolato quartieri e viuzze dimenticate premiando il lavoro posto in essere dal direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Agrigento Giuseppe Pontillo, e dimostrando come la vera chiave per uno sviluppo possibile del territorio parte proprio dalla riscoperta e dalla valorizzazione dell’immenso patrimonio esistente.