Attualità Coronavirus

Tamponi a chi rientra in Sicilia, sindaci dell’agrigentino chiedono “lumi” al presidente Musumeci

Sono una trentina i sindaci della provincia di  Agrigento che hanno scritto al presidente della Regione Siciliana per chiedere informazioni sull’esecuzione dei tamponi ai soggetti entrati in Sicilia dallo scorso 14 marzo: sarebbero circa 8000, quelli tornati negli ultimi 20 giorni , invece, 37mila. Almeno quelli registrati sul portale della Regione.   Soggetti per i quali c’è un obbligo di quarantena, al termine del quale è previsto, appunto, il tampone. I sindaci si fanno portavoce di questi soggetti per capire come si interverrà alla scadenza dell’isolamento : il prossimo 28 marzo ( per chi è in quarantena dal 14). Secondo quanto evidenziano i sindaci di quasi tutta la provincia, ” non risulta che le Asp – spiegano in un documento sottoscritto  – siano provviste dei tamponi. Nel condividere ed osservare le disposizioni dell’ordinanza, (anzi a nostro avviso devono essere sottoposti a tampone anche coloro che sono entrati in Sicilia antecedentemente al 14 marzo) i sottoscritti sindaci ritengono necessario che il previsto tampone venga effettuato, per l’obiettivo primario di preservare la popolazione da eventuale contagio, ma ad oggi non si hanno notizie in merito”.  Il documento è a firma dei  sindaci di Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Campobello di Licata, Canicattì, Cianciana, Favara, Grotte, Ioppolo Giancaxio, Licata, Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, Montevago, Naro, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Ravanusa, Realmonte, Ribera, Sambuca di Sicilia, San Giovanni Gemini, Sant’Angelo Muxaro, Santa Elisabetta, Santa Margherita di Belice, Santo Stefano Quisquina, Sciacca e Villafranca Sicula.

 

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