Tar: “Maddalusa è dentro la Zona A”

Una lunga battaglia contro la sovrintendenza ai beni archeologici perché venisse riconosciuto a diverse centinaia di famiglie che abitano nella zona A la possibilità di sanare la loro costruzione. E’ quella che porta avanti un gruppo di cittadini proprietari di case a Maddalusa e il comitato di quartiere sostenendo che moltissimi non sono abusivi perché non hanno costruito nel circuito della antiche mura di Akragas, nella zona tra i due fiumi, che costituisce il cuore della Valle, ma molto più in là. A distanza di otto anni il Tribunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso proposto da cittadini e dal comitato di quartiere, sancendo che in quell’area lì, per quanto lontana dalla Valle, non si può costruire.

Nella zona A della Valle dei templi, nell’area cioè che una legge del 1966, approvata subito dopo la frana di Agrigento, è stata dichiarata inedificabilità assoluta.

Secondo il tar, dunque, Maddalusa è e rimane un’area inserita in Zona A del Parco archeologico e vige il divieto assoluto di edificazione. I ricorrenti, utilizzando una lunga serie di osservazioni, contestavano la validità del Prg vigente (per le note vicende del decreto della Presidenza della Regione che accolse alcune singole osservazioni), il diniego opposto ad alcune opposizioni fatte al Piano, proposte dall’ex consigliere comunale Michele Mallia, la vigenza del decreto Gui Mancini e, complessivamente, l’opportunità di imporre un vincolo archeologico in una zona priva di evidenze in tal senso.
Una linea di difesa che il Tar ha smontato, ribadendo che il Piano regolatore generale vigente è quello valido, che il decreto che creò la zonizzazione oggi esistente, il Gui Mancini appunto,  è “pienamente vigente e costituisce.. il solido regime vincolistico posto a fondamento del Prg di Agrigento” e stabilisce, al netto di ogni interpretazione, che quelle aree sono inedificabili. Data la complessità della materia il Tar ha deciso di compensare le spese.