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L’ex capo di Cosa Nostra agrigentina Giuseppe Falsone ha accettato di farsi processare dall’autorità giudiziaria italiana per l’accusa di tentata estorsione. Il boss, arrestato nel giugno scorso a Marsiglia, in Francia, ha così evitato ai Pm della Procura di Palermo di chiedere l’estradizione alle autorità francesi. Falsone, già condannato all’ergastolo per omicidio, è accusato di avere chiesto il pizzo, insieme ai boss Nino Rotolo e Bernardo Provenzano, a due imprenditori di San Giovanni Gemini, Vito Lo Scrudato e Giovanni Lupo, per lavori che stavano effettuando a Palermo. Provenzano e Rotolo sono già stati processati e condannati per le stesse accuse. Il nome di Falsone viene fuori da pizzini sequestrati a Provenzano il giorno dell’arresto e della intercettazioni realizzate nel box in cui Rotolo, ai domiciliari, organizzava i summit di mafia. Il processo è stato rinviato al 28 febbraio davanti ai giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Palermo.