Tentato omicidio a Favara. In mano agli inquirenti alcuni tasselli del complicato puzzle

Tentato omicidio di martedì scorso in via Torino a Favara, le indagini di Polizia e Carabinieri continuano serrate, tanti i lati oscuri della vicenda a cui gli investigatori lentamente stanno cercando di dare una spiegazione. Non ci sono ancora certezze sul come sia stato possibile che il 35enne sia scampato all’agguato, così come poco chiaro al momento se dal magazzino hanno risposto al fuoco incrociato dei sicari. In questo complicato puzzle però qualche tassello potrebbe già essere in mano agli inquirenti, tra le certezze il numero del commando di fuoco, composto da quattro persone. Tutti giunti in via Torino a bordo di un Renault Kangoo, intorno alle ore 22.13 dal mezzo fermo nella parte alta della stessa via, tre uomini armati con il volto travisato da caschi e passamontagna, sono scesi in direzione del magazzino aprendo il fuoco. Una ventina i colpi esplosi con pistole e armi d’assalto, tra i quali anche un kalashnikov. Poi la fuga della banda. Il 35enne, ferito ad un gluteo e agli arti inferiori, incredibilmente scampato alla morte, riesce poi a raggiungere l’Ospedale di Agrigento nonostante la sua auto, una BMW, fosse rimasta ferma in via Torino. Qualcuno quindi avrà accompagnato C.N. Fuori dall’Ospedale, non si esclude che quel qualcuno, fosse proprio in compagnia del ferito durante l’agguato. Ovvio che le indagini mirano all’identificazione, oltre dei sicari anche degli eventuali accompagnatori.

La stessa sera dell’agguato, nella frazione balneare di Cannatello, un’auto è stata data alle fiamme, indagini specifiche chiariranno se quel mezzo è lo stesso utilizzato dalla banda armata o se è in qualche modo collegato ai fatti di via Torino.

Il ferito, che ha diversi precedenti di polizia giudiziaria, è ricoverato all’Ospedale San Giovanni Di Dio a seguito dell’intervento chirurgico ad una gamba le cui ossa erano state pesantemente danneggiate dai colpi ricevuti. Nessuna pista è esclusa, ma quella privilegiata resta comunque quella che lega, il fatto di martedì sera con gli altri omicidi avvenuti sia in Belgio che a Favara.

Inquietante comunque l’uso di armi d’assalto che farebbe pensare ad un commando organizzato. Per questo motivo, i fatti di favara, sarebbero al vaglio anche delle squadre antimafia.

[wp-rss-aggregator]