Top Videos
  • Intervista al candidato sindaco di Agrigento Mario Gallo
    8598 76
  • Operazione “la carica dei 104” : 19 arresti
    5877 76
  • Speciale Interviste ospite Simona Carisi 21 08 2014
    5225 76
  • Piano giovani la procura apre un fascicolo
    4241 76
  • Crocetta e Piano Giovani: in bilico il nuovo bando
    3706 76
  • Piano giovani il bando della discordia
    3464 76
  • Addio al vecchio libretto, il certificato di proprietà ora è digitale
    3411 76
  • Telegiornale del 10-04-2014 ore 14:00
    2923 76
  • Obbligo accatastamento caldaie, intervento adoc
    2768 76
  • VIlla del Sole sarà data in gestione intervento di Di Rosa
    2409 76

Torturava i migranti , fermato un altro nigeriano.

Torturava i migranti , fermato un altro nigeriano.
Rate this post

Tratta di persone, sequestro di persona, violenza sessuale, omicidio aggravato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La squadra mobile di Agrrigento con queste accuse ha arrestato un nigeriano di 21 anni GIFT DEJI, chiamato con il nome di Sofi, riconosciuto come uno dei responsabili di torture e sevizie perpetrate in Libia all’interno della safe house di “Alì il Libico”, dove i migranti, in attesa di intraprendere la traversata in mare per le coste italiane, venivano privati della libertà personale e torturati per estorcere loro denaro. Il 21enne da migrante si sarebbe offerto di entrare a far parte del gruppo di criminali al fine di poter, in seguito, intraprendere gratuitamente la traversata verso l’Italia. Anche in questo caso fondamentali ai fini dell’arresto sono state le dichiarazioni di alcune delle vittime: “Le violenze perpetrate dal Sofi- hanno raccontato- consistevano nel colpire in diverse parti del corpo i migranti tenuti in ostaggio, con molta violenza, mediante l’utilizzo di una cintura in cuoio e/o tubi di gomma. Oltre a questi oggetti, ho visto più volte Sofi utilizzare sui prigionieri due cavi eletrtici collegati alla corrente elettrica come strumento di tortura”. Il fermo di Sofi è frutto dell’incessante attività investigativa della Squadra Mobile di Agrigento, guidata da Giovanni Minardi, che sta ricostruendo l’intera cellula di criminali e torturatori che operavano in Libia all’interno del tristemente noto “Ghetto di Alì il Libico”. I primi utili risultati investigativi di questa ultima indagine si sono avuti con l’individuazione ed il fermo, nei mesi scorsi, di altri soggetti. Il Sofi è stato individuato e catturato all’interno del CDA “S.Anna” di Isola di Capo Rizzuto e adesso si trova rinchiuso al carcere di Catanzaro.

Condividi

Categorie: Agrigento, Cronaca, Lampedusa, migranti, Polizia