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Tra pericoli e deviazioni il nostro viaggio lungo la nuova S.S. 640

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24 ore dopo l’inaugurazione del primo lotto della raddoppiata Strada da Statale 640, denominata “La strada degli scrittori” analizziamo insieme parte del tragitto i cui lavori, finanziati dall’Unione Europea, sono costati complessivamente 535 milioni di euro.

Prima di intraprendere da Agrigento, il viaggio, andata e ritorno, del nuovo tratto della strada, fino a Contrada San Benedetto occorre una premessa. La presenza ieri dei due ministri Delrio e Alfano unitamente a quella del presidente di Anas, Armani, hanno suscitato non poche polemiche tra i cittadini che in questi 8 lunghi anni di lavori, hanno subito e per certi versi, subiscono ancora i disagi causati dalla presenza dei cantieri, costretti a continue deviazioni che come vederemo, ancora non sono del tutto sparite.

Lo stesso Armani, all’incontro di ieri, ha precisato che fino a quando la tratta non sarà tutta completa, le previsioni dicono entro la fine del prossimo anno, i benefici per i fruitori non saranno realmente percepiti. Ma adesso mettiamoci in viaggio. In c.da Petrusa, lo svincolo Agrigento – Favara, la segnaletica indica Agrigento centro, peccato che se gli ignari automobilisti escono dalla Statale, causa lavori di demolizione del viadotto “Petrusa”, per giungere nella città dei Templi saranno obbligati a fare il giro da Favara. Per la cronaca, i lavori di demolizione e ricostruzione del viadotto sono stati stimati in 2 mesi, quindi tra qualche settimana, questo disagio potrebbe cessare.

Rimettendoci sulla strada degli Scrittori, subito dopo il viadotto il Petrusa, un pericolo non indifferente corre ai margini della strada. I cavi di acciaio dei tiranti dei muri di contenimento infatti, non sono stati recisi e senza nessuna barriera di protezione, i mezzi vi transitano a pochi metri di distanza. Giunti in prossimità di Contrada San Benedetto, territorio di Favara, abbiamo deciso di ritornare nella città dei Templi, usciti dallo svincolo di Favara e dopo aver percorso la rotonda per tornare indietro, la sorpresa. La tratta “San Benedetto – Agrigento è ancora chiusa al traffico, quindi per poter rientrare in città, abbiamo dovuto fare il “giro largo”dalla zona industriale.

Probabilmente le lamentele degli automobilisti, sull’opportunità di aver svolto una cerimonia di inaugurazione alla presenza delle alte cariche dello Stato, erano più che giustificate. D’altronde, basta fare due semplici calcoli matematici per capire che il ritmo lumaca dei lavori, che in 8 anni, sono avanzati al ritmo di poco più di 10 metri al giorno su un totale di 31 km da realizzare, non indicano certamente un risultato soddisfacente per un paese europeo del terzo millennio.

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Categorie: Agrigento, Attualità, disagi, viabilità