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Torna la calma a Lampedusa dopo l’ultima ondata di sbarchi che in poco più di 24 ore ha registrato l’arrivo di oltre 2mila profughi.

Ma il sistema dei trasferimenti navali ha permesso di affrontare al meglio anche questi sbarchi facendo rientrare l’emergenza al centro d’accoglienza, riempito oltre i limiti in poche ore.

E’ salpata ieri pomeriggio infatti la nave Flaminia con a bordo oltre 1.400 migranti subsahariani approdati sull’isola negli ultimi giorni. Il traghetto ha fatto rotta verso Taranto, per consentire il trasferimento nel centro di Manduria.

Ma se a Lampedusa si respira aria di tregua sul fronte sbarchi, è alta la tensione tra il governo italiano e quello di Malta.

Ieri il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha formalmente accusato Malta e si e’ rivolto alla Commissione europea chiedendo di “far rispettare la competenza e il dovere d’intervento nelle rispettive zone Sar da parte di tutti i Paesi membri, assicurando il corretto svolgimento delle operazioni di ricerca e salvataggio in mare”.

Il riferimento è a quel barcone con a bordo 209 profughi che circa 24 ore fa hanno lanciato l’Sos per seri problemi all’imbarcazione.

Il barcone rischiava di affondare e si trovava a 50 miglia da Lampedusa ma in acque internazionali di competenza Sar Maltese.

In pratica significa che in quella zona del Mediterraneo Malta è obbligata intervenire per soccorrere e salvare qualunque imbarcazione in pericolo.

Ma come ormai da tradizione La Valletta ha girato la richiesta di aiuto ai colleghi italiani, che dall’isola hanno inviato due motovedette della Guardia costiera e un pattugliatore della Guardia di finanza.

”L’Italia – sottolinea il Viminale – ancora una volta, nel primario interesse della salvaguardia della vita umana in mare, a fronte del mancato intervento da parte di Malta, ha evitato una nuova possibile tragedia”.

Subito è arrivata la risposta del ministero dell’interno maltese.

Il soccorso al barcone è stato “coordinato dalle forze armate maltesi in stretta collaborazione con le autorità italiane e tunisine”.

In questo modo Malta dichiara di aver ottemperato in pieno ai suoi obblighi internazionali.

Per il ministero maltese infatti “è logico che le unità italiane di stanza a Lampedusa fossero in una posizione migliore per raggiungere il barcone in difficoltà prima di quelle dispiegate da Malta”.