Triton e Mare Nostrum

Dopo poco più di un anno cala il sipario sull’operazione Mare Nostrum e parte la missione Triton. Le due missioni sono molto differenti sia per costi che per il tipo di intervento. L’agenzia europea delle frontiere si occuperà della nuova missione che prevede un periodo di due mesi per la fase  di passaggio delle consegne. Triton costerà 3,5 milioni di euro a Frontex e  l’operazione  per l’Italia questa volta non avrà costi. Durerà 60 giorni e  le navi intercettate, come previsto dalla normativa europea, verranno portate in Italia. Il pattugliamento non si spingerà oltre  le 30 miglia dalle coste siciliane e calabresi,  mare nostrum invece si spingeva fino alle coste libiche e  anche la percentuale dei costi non è indifferente. Mare Nostrum è costata all’Italia ben 114 milioni di euro. Certo il bilancio di mare nostrum anche quello non è indifferente: 558 interventi, 100.250 persone soccorse, 728 scafisti arrestati, 6 navi sequestrate, 499 i morti durante le operazioni, 1.446 presunti dispersi e 192 cadaveri da identificare.  L’Italia mette a disposizione metà dei mezzi: un aereo, un pattugliatore d’altura e due pattugliatori costieri. Tra gli altri Paesi europei partecipanti ci sono anche Islanda e Finlandia. Il Centro di Coordinamento Internazionale dell’operazione è il Comando aeronavale della Guardia di Finanza a Pratica di mare. Lampedusa e Porto Empedocle, invece sono le due basi da cui i mezzi Frontex partiranno e faranno ricerca e soccorso nei limiti del diritto internazionale della navigazione che impone  il dovere di soccorrere chi è in difficoltà in mare. Le associazioni umanitarie però non ci stanno e hanno lanciato un appello al Governo perché non venga interrotta l’operazione Mare Nostrum, in quanto secondo loro la nuova operazione costerà sicuramente molte vite umane.