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Tredici provvedimenti cautelari, in tutto, 4 in carcere, 2 ai domiciliari e 7 divieti di dimora, sono stati eseguiti, all’alba, dalla sezione della polizia giudiziaria, e dai poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento e di Canicattì. Il reato ipotizzato, è di truffa ai danni di finanziarie. Tra le 13 persone, accusate di associazione per delinquere finalizzata ad ottenere ingenti somme di denaro ai danni di società finanziarie nazionali ed internazionali, anche impiegati della pubblica amministrazione. Il carcere, per Francesco Miceli, funzionario del comune di San Giovanni Gemini, così come anche per l'impiegato comunale di Sommatino, Vincenzo Pirrero. Agli arresti domiciliari, invece, un funzionario del comune di Camastra, sfuggito alla cattura. Ancora un altro impiegato coinvolto, Antonio Contino, assunto nell'amministarzione di camastra; per lui divieto di dimora. Secondo l'accusa, producevano delle false buste paga attestanti un impiego pubblico, chiedendo finanziamenti di 20-30 mila euro circa. Le somme ottenute, in tre anni circa di attività illecita, ammonterebbero complessivamente ad oltre un milione e mezzo di euro, che rimanevano insoluti. Le indagini, partite dalle denuncie di alcuni impiegati comunali di Camastra, hanno permesso di ricostruire come la banda riuscisse a superare le garanzie del sistema degli Enti pubblici e falsificare documenti e rubare l’identità di ignari dipendenti pubblici.