Turni di due settimane nell’erogazione dell’acqua potabile a Favara, la sindaco diffida Girgenti Acque e convoca l’assemblea dell’ATI

“Considerato che la pazienza dei cittadini, con particolare riferimento agli utenti portatori di handicap e ai titolari di attività commerciali, è stata messa a dura prova da tali gravi disservizi, si diffida la società al ripristino urgente della corretta erogazione idrica contrattualmente prevista, diversamente si procederà alla segnalazione alle autorità competenti per scongiurare gravi rischi igienico-sanitari connessi al mancato approvvigionamento idrico”. Così scrive la sindaco di Favara Anna Alba nella diffida inoltrata alla società Girgenti Acque s.p.a a seguito degli estenuanti turni di erogazione del prezioso liquido di cui sono vittime i cittadini del grosso centro agrigentino. In alcuni quartieri di Favara infatti, l’acqua arriva nelle case ogni due settimane. Il paradosso sta nel toponimo della stessa cittadina Favara dall’arabo”polla d’acqua che sgorga”, magari lo farà nei terreni ma dai rubinetti delle case dei favaresi ne sgorga sempre meno e a caro prezzo. Una famiglia media infatti, pagherebbe al gestore, circa 300 euro all’anno, cifra che ovviamente si incrementa a causa del ricorso alle autobotti private. Nella fattura che Girgenti Acque invia nelle case dei contribuenti favaresi anche la voce “canone di depurazione”, nonostante il sequestro dell’impianto giudicato non consono alle sue funzioni, da alcune analisi dell’ARPA e dei Carabinieri infatti, i liquidi in uscita dal depuratore, risultavano addirittura più inquinate di quelle in ingresso. Alla luce dell’ennesima diffida inviata dal Comune di Favara, la sindaco ha anche chiesto a Girgenti Acque il reale dato del quantitativo di acqua potabile che affluisce quotidianamente al serbatoio comunale per la somministrazione. Il dubbio, in questo caso, sarebbe quello di una minore quantità di liquido erogato dalla società. La stessa amministratrice comunque ha già convocato un’assemblea dei sindaci dell’ATI idrico, per discutere dei problemi idrici non solo di Favara e di valutare l’eventuale rescissione contrattuale con la stessa società presieduta da Marco Campione. Circostanza quest’ultima, acclamata spesso dai cittadini ma che per essere attuata necessita del parere favorevole di tutti i sindaci dell’ATI.

 

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