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Turni, distanza minima e spazi da prenotare: ecco le regole per andare al mare

Cominciano a delinearsi le regole che il governo proporrà agli stabilimenti balneari per regolare come si dovrà andare al mare quest’estate. Tra le file di sdraio e lettini dovrà esserci una distanza di 5 metri, tra gli ombrelloni bisognerà lasciare 4 metri e mezzo. Le regole proposte dagli scienziati, scrive il Corriere della sera, entro la fine della settimana saranno discusse dal governo Conte con i gestori. I controlli sulle spiagge libere saranno affidati a vigili. Non ci saranno separatori di plexiglass, non si potrà stendere gli asciugamani per terra, né adagiarsi sulla sabbia. Non ci potranno essere file agli ingressi. Le strutture fisse come spogliatoi, cabine, docce dovranno essere sanificati ma non sarà possibile accedervi se non è stata prevista una disinfezione subito dopo l’uscita di ogni cliente. Le regole sulle distanze per le spiagge libere sono quelle degli stabilimenti. Si individuerà così il massimo di capienza della spiaggia “anche definendo turnazioni orarie” e prenotazioni di spazi anche online.   Per la Sicilia, Musumeci ha  la facoltà di modificare le norme in base alla situazione che ci sarà nell’Isola nelle prossime settimane. I gestori dei lidi siciliani (sono circa 3.000 le concessioni in tutta la regione) si sentono tra l’incudine e il martello. «Ci si chiede un distanziamento di cinque metri quando basterebbe un metro e mezzo e poi c’è la questione dell’obbligo delle mascherine -lamentano- insomma un caos. Al mare a certe temperature ci sembra veramente impossibile che il virus possa sopravvivere. In ogni caso noi abbiamo fatto sempre la pulizia e la sanificazione e ci stiamo organizzando per contingentare gli ingressi. Ma non è questo il problema: il tema vero è quello delle aree libere».