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Sono quasi tutti della provincia di Agrigento i 26 indagati dell’inchiesta “H2O”, coordinata dalla Procura di Gela, sul maxi giro di furti di acqua dalla condotta idrica pubblica Gela-Aragona, gestita da Siciliacque, per riempire gratuitamente gli invasi artificiali. Si tratta di imprenditori agricoli di Licata, Canicattì e Favara, proprietari di terreni che si estendono tra il licatese e Butera. Il Gip del Tribunale di Gela, Marica Marino, ha firmato un provvedimento cautelare con cui applica diverse misure interdittive come il divieto di accesso alle aziende agricole da loro gestite o di loro proprietà, oltre al divieto di dimora e presentazione alla Polizia giudiziaria, per le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, di associazione a delinquere e furto aggravato d’acqua potabile con l’aggravante di aver commesso il fatto su beni destinati a pubblico servizio e utilità