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Tutti condannati i dodici imputati del processo “Concorsopoli” che si è svolto davanti il Tribunale di Agrigento, per una vicenda legata a tre concorsi all’allora Ausl di Agrigento truccati e decisi solo grazie ad una fitta rete di raccomandazioni. La condanna più pesante, 3 anni e 6 mesi, è stata inflitta ad Armando Savarino, ex direttore sanitario della stessa Ausl ed attuale sindaco (Udc) di Ravanusa (Agrigento). Condannata anche la figlia ed ex deputata regionale Udc, Giusy Savarino, a 2 anni e 2 mesi di reclusione, 8 mesi, invece, all’ex consigliere provinciale nonché segretario politico di Giusy Savarino ed attuale assessore comunale di Ravanusa, Calogero Gattuso; 2 anni e 2 mesi a Salvatore Puccio, 2 anni e 4 mesi a Michele Pellegrino, dirigente dell’Ausl; 2 anni a Enzo Oreste Falco, dirigente dell’Ausl; 2 anni a Francesca Maria Camilleri, 2 anni a Maria Rita Safonte, 1 anno e 6 mesi a Francesco Miccichè, 1 anni e 6 mesi a Salvatore Carapappa, 1 anni e 6 a Alessandro Felice, tutti dipendenti dell’Ausl; 8 mesi a Calogera Maria Smecca, casalinga. L’inchiesta dei carabinieri era scattata nel 1998. Tutti sono accusati a vario titolo di abuso d’ufficio, falso in atto pubblico, rivelazione di segreto d’ufficio e voto di scambio. I concorsi truccati sarebbero tre. Tra i beneficiari di una delle raccomandazioni ci sarebbe anche l’attuale sindaco di Agrigento, Marco Zambuto. Le prove di quei concorsi insomma sarebbero state alterate grazie ad una fitta rete di raccomandazioni. Il Tribunale ha sostanzialmente accolto tutte le richieste del pm Luca Sciarretta che aveva solletato 12 condanne. Tra gli elementi dell’accusa anche uno schedario – sequestrato nella segreteria politica di Giusy Savarino – con circa 800 nomi e con a fianco la “sigla” del potente che sollecitava l’assunzione.