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“Alle ultime elezioni amministrative è stata candidata gente indegna”. Sono le parole d’accusa lanciate dal presidente della Commissione antimafia Beppe Pisanu, che interviene così in maniera dura sui metodi di formazione delle liste delle ultime amministrative. Parole, che compaiono, in testate giornalistiche, da “Il Sole 24 Ore” a “La Repubblica”. Parole, che suonano come un’accusa quando, dichiara di non aver potuto stilare un elenco dei candidati con pendenze giudiziarie, per via di quelle Prefetture che non hanno ancora consegnato i dati richiesti. Da qui, un vero e proprio ultimatum di Pisanu: “Se entro una settimana i prefetti non rispondono ai nostri quesiti li convocheremo”. Tra le 5 Prefetture considerate del tutto inadempienti c’è anche quella di Agrigento, oltre a Mantova, Messina, Catania e Bolzano. A queste se ne aggiungono altre 25, che avrebbero fornito solo in maniera parziale i dati richiesti dall’Antimafia su candidati ed eletti. E così, il presidente della commissione Beppe Pisanu, solleva una vera e propria questione istituzionale, sottolinea come su 90 prefetture interessate, un terzo sarebbe inadempiente, ed afferma: «La disinvoltura nella formazione delle liste è molto più allarmante di quella che noi abbiamo immaginato». E da qui, l’ipotesi della convocazione forzata, previa sollecitazione tramite una scheda «in cui sono indicate le caselle da riempire: “le manderemo al ministro dell’Interno e alle Prefetture, ha affermato Pisanu, vogliamo una risposta entro una settimana. Se non arrivano le risposte vorrà dire che arriverete voi, signori Prefetti a spiegarci in commissione che cosa è successo». E nel frattempo, giungerebbe la replica dell’Anfaci, l’associazione nazionale dei funzionari dell’amministrazione civile dell’Interno, secondo la quale “nessuna inadempienza può essere ascritta ai prefetti, le prefetture possono chiedere e fornire notizie sugli eletti, ma non sui candidati”. D’accordo con le parole di Pisanu, invece, tutta l’opposizione, dall’Idv a Veltroni, fino all’Udc, e naturalmente l’intera commissione antimafia, il cui sospetto è che, per così dire, “La lista degli indegni si allungherà ancora”.