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Uva Italia senza residui in Germania

Uva Italia senza residui in Germania
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Ottimo riconoscimento per l’uva bianca di Canicattì e per la tutela dei suoi consumatori all’estero. I chicchi che godono dell’Indicazione Geografica Protetta vengono esportati in tutta Italia ed in Europa con buoni riscontri sul mercato. Oggi l’Ufficio Federale tedesco che si occupa della sicurezza dei consumatori e del cibo, ha pubblicato uno studio sui residui presenti sull’uva da tavola commercializzata in Germania e proveniente dai principali fornitori, tra i quali Canicattì e Mazzarrone in Sicilia. Dallo studio emerge che in generale il prodotto presente sul mercato tedesco è da considerarsi sicuro, grazie soprattutto ai Paesi più presenti, come l’Italia. Secondo il Report Nazionale sui residui fitosanitari, solo l’1,3% dei campioni analizzati aveva un livello di residui superiore al limite consentito e nell’11,4% dei casi addirittura non era stato rilevato alcun residuo. Nel 2005, anno dell’ultimo report, i campioni che superavano la soglia massima erano pari al 5,6% del totale. I dati comunque non hanno valenza rappresentativa, ma servono più che altro come analisi del rischio potenziale. Infatti, per quei Paesi che già precedentemente avevano fornito dati rassicuranti (come Italia, Grecia e Spagna), i campioni presi in considerazione sono stati inferiori rispetto a quelli dei Paesi che partivano da situazioni già sotto allarme (come la Turchia). Fatte queste dovute precisazioni, rimane il fatto che questi dati potrebbero avere ripercussioni sulle contrattazioni.

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