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Viadotto Akragas. Per la riapertura se tutto andrà bene se ne parlerà nel 2022.

Viadotto Akragas. Per la riapertura se tutto andrà bene se ne parlerà nel 2022.
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Dopo circa un anno di chiusura del viadotto Akragas I, era il 16 marzo 2017 quando ANAS ne dispose la sua chiusura, la società ha chiesto alla Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento l’autorizzazione all’avvio delle verifiche strutturali sui piloni che poggiano sulla necropoli “Pezzino”. Come ricorderete, le immagini delle strutture ammalorate del ponte progettato dal noto ingegnere Riccardo Morandi nel 1970, e che erano state diffuse dall’associazione ambientalista Mareamico, riprese poi dagli organi di informazione, avevano suscitato scalpore in un periodo dove ancora aperta era la ferita del tracico crollo di un cavalcavia in provincia di Lecco che aveva provocato 1 morto e 4 feriti.  La gara d’appalto per i dovuti lavori di manutenzione straordinaria è già stata pubblicata da ANAS la scorsa estate, l’importo complessivo delle opere che prevedono anche altri interventi lungo le Strada Statale 115, è di circa 30 milioni di euro.  Al momento, ovviamente non si può prevedere quando e come il viadotto potrà essere riaperto, l’unica stima nota attualmente  è quella comunicata da ANAS per la  durata dei lavori che è di 3 anni. 

Tra tempi burocratici e tecnici, senza considerare intoppi di varia natura, non è difficile azzardare  una riapertura del ponte non prima della fine del 2022. 

Una condizione di disagio che penalizza non poco i fruitori dell’importante arteria che collega i centri di Agrigento e Porto Empedocle e che in questi 12 mesi di chiusura, registra l’immobilismo delle istituzioni locali, per questo motivo , la segreteria provinciale della UIL di Agrigento, chiede  alla classe politica tutta di farsi portavoce con ANAS  della problematica al fine di avviare al più presto i dovuti lavori di manutenzione straordinaria.