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Una lettera dopo l’altra.

Nelle ultime settimane si è sviluppato così il rapporto politico tra il sindaco di Agrigento Marco Zambuto e il ministro della Giustizia Angelino Alfano.

I temi sono i più disparati: rete idrica ma anche palestra di Villaseta o contributo di solidarietà da dare ad Agrigento e, ultimo in ordine di tempo, i rimborsi delle spese di giustizia del tribunale anticipate dal Comune.

E quest’ultimo tema affrontato, con tanto di risposta dal dipartimento del ministero, segna ufficialmente la definitiva rottura tra Zambuto e Alfano.

Il riferimento è alle spese che ciascun comune, che ospita nel suo territorio un tribunale, anticipa per la gestione e le spese dello stesso. Somme che però vengono rimborsate dal Ministero solo dopo due o anche 5 anni.

Il Sindaco di Agrigento ha così mosso delle critiche alla legge 392/1941, definita fascista, farraginosa, ingiusta e penalizzante per tutti i comuni soggetti al funzionamento degli uffici giudiziari collocati sui rispettivi territori.

Un debito che per il comune di Agrigento ammonta a circa 4 milioni di euro spese relative al periodo 2008-2010.

Subito la replica del Ministero della Giustizia: i rimborsi arriveranno, le procedure sono state già avviate. E tutto ciò, dice il Ministero, è ben noto allo stesso Sindaco di Agrigento.

Il Ministero fa anche riferimento al ruolo svolto dal Guardasigilli Alfano che ha accelerato l’iter riducendo oggi al minimo le attese dei comuni.

Ma Zambuto effettua un altro affondo: “il ministro Alfano più che tentare di razionalizzare un meccanismo assurdo ed ingovernabile fatto di rinvii e di competenze frazionate – dice il sindaco – avrebbe dovuto proporre l’abrogazione della citata normativa fascista per assumere in testa al suo ministero le spese di giustizia che interessano la totalità dei cittadini”.

L’attacco a Zambuto questa volta arriva dai consiglieri comunali del Pdl area Alfano, Roberto Calì, Francesco Alfano, Francesco Galvano, Alessandro Sollano e Antonino Amato.

“Il sindaco anziché venire in Consiglio a tentare di fare approvare il suo traballante consuntivo – scrivono – ha invece perso un’altra mattinata di tempo per scrivere la solita, inutile, letterina”.

“Quello portato avanti nelle ultime settimane da Zambuto – continuano i consiglieri del Pdl – appare come un vero e proprio tentativo di depistaggio e distrazione dell’opinione pubblica dal principale attuale e più grave problema della città: l’inquinamento del mare di San Leone”. Facendo riferimento alla responsabilità del primo cittadino su questo tema.

Una crisi aperta pertanto che non può che causare conseguenze rilevanti, vista in particolare la corposa presenza di rappresentanti della giunta comunale vicini alle posizioni del ministro Alfano.