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“Sembra che sia ormai una consuetudine, individuare un soggetto terzo a cui imputare ritardi e inadempimenti, a prescindere da ogni verifica e accertamento preventivo. Anche il sindaco Zambuto non si allontana da questa consuetudine”. Esordisce così l’assessore regionale alle Infrastrutture, Luigi Gentile, nella lettera di risposta a quella inviata dal Primo Cittadino di Agrigento, al Governatore Lombardo, sui presunti ritardi nel finanziamento della rete idrica agrigentina. E Gentile replica subito, puntando l’accento su un passaggio della missiva stessa, nel quale il sindaco sottolinea come la Commissione regionale dei Lavori pubblici, non abbia provveduto ad esprimere il parere di competenza, da maggio scorso, “tra una riunione preparatoria, l’esposizione del relatore, la richiesta di approfondimenti e di chiarimenti ai redattori del progetto”. Ed ecco, cosa risponde l’assessore Gentile, che scrive: “Ebbene, sfugge al sindaco Zambuto che il parere può essere emesso solo in presenza di tutti gli elementi previsti dalle vigenti disposizioni, elementi che, ad oggi, risultano mancanti. Al sindaco Zambuto sfugge inoltre, o quanto meno non pare ne abbia contezza, che alla Conferenza preliminare del 30 giugno scorso, la Commissione ha richiesto al Responsabile unico del procedimento dei lavori in questione, la documentazione integrativa indispensabile e prioritaria per il proseguo dei lavori della stessa Commissione. Tale integrazione, ad oggi – continua l’assessore – non risulta pervenuta né alla Commissione né al relatore Ingegnere capo del Genio civile. Tutto ciò induce a suggerire al sindaco di Agrigento di non sprecare, inutilmente, tempo prezioso che lo stesso Zambuto potrebbe più proficuamente impegnare nel tempestivo utilizzo delle risorse assegnate e in altre attività di interesse della città – conclude Gentile – da sempre nel mio cuore, come ho dimostrato in più occasioni “.