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Stato di agitazione per i dipendenti del Comune di Porto Empedocle. La crisi di liquidità sottolineata  dal Colleggio dei revisori dei conti pervenuta qualche giorno fa ha sorpreso tutti. Nulla in questi mesi era trapelato su un ammanco di cifre che addirittura portano il Comune di Porto Empedocle a dovere adottare misure urgenti per rientrare nelle spese. (intervista a Tony  Bruccoleri, RSU com. Porto Empedocle) Il grosso ammanco è dovuto al mancato  trasferimento di somme da parte della Regione e del Governo nazionale e di crediti che il comune di Porto Empedocle deve in qualche modo recuperare. (intervista a Santina Bellavia, RSU com. Porto Empedocle) Intanto i dipendenti che sono circa 170,  50 ex art. 23 e 17 ex Asu sono preoccupati per la situazione attuale. La soluzione prospettata per risanare le casse comunali per l’amministrazione  è quella di effettuare tagli agli stipendi, già scarni, dei dipendenti con tagli orizzontali, mantenendo dunque gli stipendi base, senza aggiunte di ore straordinarie, mentre ai precari verrebbero ridotte le ore lavorative per potere recuperare cifre alla fine irrisorie e creando disagi all’utenza. I rappresentati sindacali hanno incontrato i dipendenti che si dicono anche pronti al sacrificio ma ad una condizione precisa. La situazione deve essere momentanea. (intervista a  Valerio Alfano, RSU Com. Porto Empedocle) I dipendenti oggi assisteranno al consiglio comunale che dovrà chiudere il bilancio di previsione per il 2015. Ascolteranno le proposte dei consiglieri comunali per poi decidere cosa fare per salvare parte dei loro salari e il Comune di Porto Empedole che improvvisamente rischia di essere in  pre-dissesto finanziario.

Un pensiero su “170 Dipendenti del Comune di Porto Empedocle in stato di agitazione”

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