Come da tradizione, è stato il canto intonato dai confrati e dalle consorelle ad accompagnare la processione dell’Urna, che ha preso avvio dalla Chiesa di Sant’Alfonso, dopo le funzioni religiose pomeridiane. Gesù appassionato è stato deposto dalla Croce e portato a spalla dai devoti custodito nell’urna, per il centro storico della città. Per la prima volta nella storia la processione ha cambiato percorso. Infatti, per motivi di sicurezza a causa di un balcone pericolante in via Gamez, è passata da sotto il monastero di Santo Spirito. A seguire, il simulacro di Maria Addolorata, accompgnato dalla confraternita dei sette dolori.

In piazza municipio, l’intervento conclusivo dell’arcivescovo mons. Montenegro, sempre molto atteso dai fedeli per le forti parole che davanti la chiesa di San Domenico vengono pronunciate da don Franco. Al termine, i simulacri di Gesù e Maria, hanno fatto rientro nelle loro Chiese. Oggi è tempo di preghiera. Alle 17 nel coretto della cattedrale, meditazione e canti attorno a Gesù morto, poi, nel santuario dell’Addolorata “l’ora della desolata”. Agrigento, come è ormai tradizione consolidata porge le sue “condoglianze” alla madre di Gesù. Alle 23 nella concattedrale di San Domenico la veglia pasquale.