È partita la “macchina” organizzativa della prefettura di Agrigento per l’accoglienza dei profughi costretti a fuggire dell’Ucraina.  Questa mattina, 10 marzo, il prefetto Maria Rita Cocciufa, ha presieduto una riunione finalizzata ad analizzare gli aspetti operativi discendenti a seguito delle disposizioni governative emanate sull’accoglienza dei cittadini ucraini in fuga dal conflitto in corso. Oltre al Questore di Agrigento Rosa Maria Iraci e ai rappresentanti del Dipartimento di Epidemiologia dell’ASP di Agrigento con i quali sono state affrontate le principali problematiche connesse agli aspetti di ordine pubblico e di natura sanitaria, alla riunione hanno preso parte anche i rappresentanti del Libero Consorzio dei Comuni, di UNHCR, Caritas e Croce Rossa per gli aspetti connessi all’accoglienza, nonché Beniamino Biondi, accreditato presso il Consolato Ucraino a Napoli quale persona di fiducia del Governo Ucraino e altri soggetti che in questi giorni stanno operando per dare accoglienza e assistenza con cittadini ucraini. Il Prefetto ha illustrato le principali novità contenute nel Decreto Legge n. 16 del 28 febbraio 2022, con cui è stato dichiarato lo stato di emergenza fino al 31 dicembre prossimo e nelle Ordinanze del Capo Dipartimento della Protezione Civile aventi ad oggetto l’accoglienza, il soccorso e l’assistenza alla popolazione in conseguenza degli accadimenti in atto nel territorio dell’Ucraina e l’attuazione di misure di natura sanitaria. Il sistema delineato dal Governo si basa su di un modello misto di competenze con a capo una struttura di missione presieduta dal Capo Dipartimento della Protezione Civile quale Soggetto Attuatore delle disposizioni speciali ed i Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bozano Commissari Delegati. Il Prefetto ha tenuto a precisare che “questa provincia, anche per l’assenza di un aeroporto, sarà verosimilmente interessata da flussi di piccoli gruppi di profughi che potranno giungere a seguito di contatti diretti con familiari o connazionali presenti nel territorio provinciale che di norma offrono anche una sistemazione alloggiativa. Tuttavia, non va tralasciata anche la concreta possibilità che tramite iniziative private o di Associazioni del terzo settore, in contatto con le Autorità diplomatiche italiane o ucraine giungano in provincia gruppi anche numerosi per i quali sarà necessario predisporre anche soluzioni alloggiative e di accoglienza.” A tal proposito, il rappresentante dell’Ufficio del Governo ha sottolineato l’importanza di assicurare che queste persone al loro arrivo vengano immediatamente registrate presso la Questura (Ufficio Immigrazione) ai fini del rilascio di permesso di soggiorno e alla locale ASP (Dipartimento di prevenzione) per gli interventi di profilassi sanitaria anti-covid e ha fatto presente di aver predisposto una nota di indirizzo ai Sindaci della provincia per attivare immediatamente la comunicazione della presenza di cittadini ucraini nei territori di rispettiva competenza. In relazione all’accoglienza, è stato chiarito che i cittadini ucraini che in caso di arrivo di cittadini ucraini per i quali non risultano definite le situazioni allogiative, in linea con le disposizioni ministeriali, verranno accolti nei Centri di Accoglienza Straordinaria, i cd. CAS attivati ordinariamente dalle Prefetture per l’accoglienza dei cittadini extracomunitari o nei centri SAI e solo in via residuale e qualora si raggiunga la saturazione dei posti disponibili in alloggi privati. Ha tenuto a chiarire che al momento non vi è copertura finanziaria per l’accoglienza in strutture al di fuori del circuito SAI e CAS. Il Prefetto ha anche sottolineato la necessità di riservare una particolare attenzione ad eventuali minori non accompagnati per i quali dovranno essere immediatamente attivati i servizi sociali che dovranno assumere gli opportuni contatti con le Autorità Giudiziarie minorili ed ha precisato che rimangono operative le norme in materia di adozione internazionale e che ai fini di eventuali affidamenti si dovrà utilizzare l’albo delle famiglie affidatarie. Per tutti i minori, inoltre, dovrà essere avviata la procedura di inserimento nelle scuole, per la quale il Ministero dell’Istruzione ha già assunto le opportune iniziative.

E’ stata, anche raccomandata la necessità di affidarsi alle raccolte ufficiali di fondi per aiutare i profughi in considerazione del fatto che si stanno registrando messaggi di solidarietà e raccolte che destano dubbi di autenticità e che potrebbero configurare vere e proprie truffe.