fbpx

La notte tra il 21 e 22 febbraio scorsi l’incidente stradale autonomo in cui morì il 32enne Giuseppe Terrosi. A distanza di 10 mesi c’è l’avviso di conclusione delle indagini per il conducente di 49 anni della peugeot 207 accusato di omicidio stradale: secondo l’accusa era alla guida ubriaco e drogato, in prossimità della curva, in via Dei Borboni a San Leone, tanto da schiantarsi contro il muro. Terrosi era seduto dietro il sedile del conducente, e altri due amici restarono feriti.  Sempre secondo l’accusa, inoltre, l’uomo avrebbe percorso il tratto di strada di via Teatro Tenda superando i limiti di velocità imposti. La vittima morì – secondo le relazioni dei consulenti – a causa di un trauma cranico avvenuto a causa del violento impatto dell’auto. I consulenti, inoltre, hanno rilevato il mancato uso delle cinture di sicurezza che, con molta probabilità, avrebbe dato un diverso esito a quella tragedia ma che comunque, secondo il magistrato della Procura, non fa venire meno la responsabilità penale. Il legale difensore dell’indagato avrà ora 20 giorni di tempo per presentare le proprie osservazioni prima dell’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Il 49enne inizialmente finì agli arresti domiciliari, adesso sottoposto all’obbligo di dimora con delle ulteriori prescrizioni. I familiari di Terrosi, assistiti dall’avvocato Daniela Posante, potranno costituirsi parte civile in caso di richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm. Anche i due amici rimasti feriti in maniera seria, riportando anche fratture, potranno fare lo stesso.