Definisce paragonabile ad una calamità, la situazione che sta vivendo il centro storico di Agrigento, il Sindaco Marco Zambuto, che è tornato a  scrivere nuovamente al Governatore Lombardo, rivolgendogli un appello accorato, “se non arriveranno fondi, sarà costretto a chiudere il centro storico, rischiamo di avere centinaia e centinaia di sfollati”. Concorda con la decisione, assunta a Palermo, di una strategia unitaria e di una dichiarazione dello stato di calamità, preludio di un’ordinanza di Protezione civile nazionale e dell’intervento con finanziamenti statali. Ma precisa come tutto questo consenta solo di affrontare il dissesto idrogeologico e il problema del costone della cattedrale. “Questione – sottolinea Zambuto – già discussa a Roma nell’incontro con il ministro Alfano e Prestigiacomo, alla presenza dell’Arcivescovo, Montenegro”. Ed in effetti la necessità immediata è quella di affrontare la situazione di pericolo che vivono i residenti del centro storico, compresa la rimozione delle macerie del palazzo Lo Jacono Maraventano, di cui la procura ha disposto il dissequestro. E mentre i tecnici degli Enti preposti cercano una soluzione che tenga conto delle indicazioni di intervento dettate dai consulenti della Procura, Zambuto ha fatto il punto sulle famiglie sfollate, 34 fino ad oggi, un numero destinato ad aumentare sensibilmente se non giungono aiuti immediati. Il primo cittadino ha detto di voler salvaguardare la dignità delle famiglie costrette ad abbandonare le loro abitazioni, ed ha fatto un nuovo riferimento alla legge 70 del ‘76. Proprio ad un approccio complessivo, secondo Zambuto, guardava la richiesta di quattro prima, due milioni di euro dopo, contenuta nell’emendamento alla finanziaria regionale, il cui inserimento, si ricorda bene, è stato disatteso.