Agrigento ha risposto alla grande. “Quando la solidarietà chiama gli agrigentini rispondono”: è entusiasta il leader  dei Tinturia, Lello Analfino, che dietro le quinte del Pirandello commenta il successo di pubblico per il concerto “Sicilia per la pace”, rinominato “Agrigento per la pace”. Un momento che unisce la solidarietà per il popolo ucraino e il ritorno sul palco, post pandemia, di alcuni artisti agrigentini. “Il pubblico e gli artisti hanno risposto positivamente al richiamo della vicinanza con la musica a gente che sta ascoltando il frastuono delle bombe”, ha continuato Lello Analfino. Il giornalista di La7, Silvio Schembri, ha ricordato le diverse iniziative a scopo benefico organizzate dal gruppo di artisti, una su tutte “extra”, di alcuni anni fa. A confermare la bellezza di ritornare sul palco anche Osvaldo Lo Iacono e Angelo Spataro. Un invito quello del leader dei Tinturia accolto immediatamente dalla fondazione Teatro Pirandello: “Non ce lo siamo fatti dite due volte, era l’occasione per mettere insieme due eventi straordinari- commenta il presidente, Alessandro Patti-. Da una parte la solidarietà verso il popolo ucraino, dall’altra consentire ai nostri artisti di tornare insieme sul palco”. A sorpresa, al Pirandello, anche Piero Barone de “Il Volo”, la sua prima volta nel teatro di Agrigento, accompagnato al piano dal Maestro Salvatore Galante. Sul palco anche Mario Venuti, Daria Biancardi, Marco Savatteri con la Casa del Musical, Polaroid con Dario Adragna , Mario Vasile, Ignazio Enrico Marchese, Daniele Guastella ed una rappresentativa di Gruppi folk agrigentini, capitanati da Lello Casesa. Il ricavato della vendita dei biglietti, più poco più di 10mila euro, è stato interamente devoluto alle attività di assistenza ai profughi ucraini.

 “Un forte messaggio di solidarietà e speranza è partito da Agrigento, nel corso di una magnifica serata al Teatro Pirandello che ha regalato a tutti i presenti grandi emozioni”. E’ il commento dell’assessore comunale, Costantino Ciulla che continua:

Mi sento in dovere di ringraziare soprattutto gli agrigentini e non, presenti e non presenti, che con la loro generosità hanno mostrato un grande cuore verso il popolo ucraino che scappa e si protegge da una inutile guerra che non avrà né vincitori né vinti, come ci insegna la storia”.