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“La politica nazionale deve fare di più per il lavoro al sud e per lo sviluppo della legalità e delle infrastrutture”; l’appello parte dai segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil riuniti ad Agrigento, per cercare il modo di uscire dalla crisi, che attanaglia l’economia siciliana.

Grave la situazione occupazionale nella provincia di Agrigento, tema dell’incontro odierno, dove solo una fitta collaborazione tra forze industriali e sociali può essere da stimolo alla valorizzazione delle peculiarità del territorio.

Il superamento dell’individualismo delle istanze, è sembrato oggi il primo passo verso il rilancio dell’economia siciliana.
“Uscire dalla crisi: rilanciare Agrigento”, è stato, infatti, il tema della tavola rotonda, organizzata dalle sigle sindacali provinciali, che l’hanno presentata ieri, e che, insieme, hanno voluto portare il problema all’attenzione delle forze industriali come confindustria e camera di commercio, e sociali come la chiesa. Presenti oggi, infatti Vittorio Messina, presidente della Camera di Commercio di Agrigento e Giuseppe Catanzaro, alla guida di Confindustria agrigentina. Con loro, Don Mario Sorce, responsabile della consulta pastorale diocesana per i problemi sociali e del lavoro.
I punti chiave dell’incontro, sono stati: concertazione, legalità, infrastrutture, lavoro; vere e proprie parole d’ordine per lo sviluppo, di una terra che, come ha affermato Stelio Zaccaria, caposervizio del giornale La Sicilia, moderatore dell’incontro, rischia di diventare una città per vecchi; dove l’occupazione delle generazioni precedenti è essenzialmente quella impiegatizia; dove si registra una carenza infrastrutturale senza pari. Questi, infatti, i temi più discussi e controversi della tavola rotonda odierna.