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Arrivano buone notizie per gli agrigentini. L’Ato Gesa Ag2 ha accolto la proposta di Cgil Cisl e Uil di affidare in convenzione, ai CAF la delega per assistere gratuitamente i cittadini nella risoluzione dei 20 mila contenziosi aperti con la ulteriore emissione della bollettazione Tia 2005. In questo modo gli agrigentini non saranno più costretti a file esasperate negli uffici dell’Ato Gesa per avere chiarimenti in merito alle bollette.
Adesso, dunque, è possibile, così come specificato da Spi, Sunia e Federconsumaroti, andare al Caf Cgil per attivare la correzione delle bollette sbagliate e la verifica delle stesse. << Basta che il cittadino- spiegano Mangione, Baldanza, Di Caro e Piscopo- paghi o dimostri di avere pagato un solo appartenente al nucleo familiare della stessa unità abitativa, affinchè vengano annullate le bollette emesse e riguardanti altri componenti della famiglia. Ancora, occorre che si mostri copia dell’atto di vendita dell’abitazione, cui fa erroneamente riferimento la bolletta emessa per una casa che al 2005 non era più di proprietà del ricevente, che si mostri copia della planimetria, catastalmente aggiornata, dell’abitazione per verificare la vera superficie rispetto a quella calcolata erroneamente da Gesa per effettuare la correzione in via telematica; Che si mostri lo stato di famiglia per confutare l’applicazione numerica del nucleo familiare cui fa riferimento la bolletta erroneamente emessa per un nucleo diverso dal reale e , infine, che si mostri l’inesistenza di altre utenze per annullare le bollette di riferimento ad immobili inabitati>>.
Per quanto riguarda le seconde abitazioni, nel 2005 e sino al 2009, non era previsto alcuno sconto perché il regolamento approvato dal consiglio comunale, prevedeva l’intero pagamento della Tia per la seconda casa . Ma dopo la battaglia dei sindacati si è arrivati alla riduzione del 50% della terza rata 2005 ed alla modifica del regolamento, avvenuta nel 2010.