Ottanta avvisi di garanzia ad altrettante persone sono stati notificati dalla procura della Repubblica di Agrigento. Tra questi, alcuni sindaci di comuni della Provincia. Un atto dovuto più che altro, nel contesto dell’indagine scattata alcuni mesi fa sulla composizione del Consiglio generale e del Comitato direttivo del Consorzio Asi. Le ipotesi di reato sulle quali si indaga, sono l’abuso d’ufficio, il concorso in abuso d’ufficio e il falso ideologico. Insomma, il sospetto è che alcune nomine siano state ispirate da clientelismo anziché dai criteri di competenza e professionalità. Secondo indiscrezioni, infatti, i carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria di Palermo, hanno già sentito diversi componenti del Consiglio generale ai quali è stato chiesto il curriculum per capire meglio quale sia stato il meccanismo di nomina. L’obiettivo della magistratura è quello di accertare se le nomine per gli incarichi all’Asi sia avvenuta in basi a criteri meritocratici o se dietro tali nomine vi sia stato un mero clientelismo. Il meccanismo è un po’ questo: ogni Comune componente dell’Asi, indica i nomi da inserire, ed è proprio su questi criteri di scelte che la Procura deve far luce o meglio se dietro alle stesse ci sia una qualche forma di clientelismo.
Lunedì prossimo dovrebbero tenersi gli interrogatori a persone i cui nomi risultano più o meno noti agli ambienti politici locali e per i quali vige il più assoluto riserbo da parte degli inquirenti.