Sono sempre gravi, ma stazionarie le condizioni del piccolo Salvatore, di 5 anni, di Santa Elisabetta, rimasto ferito nella tarda serata di domenica, in un agguato avvenuto a Sant’Angelo Muxaro paese dell’entroterra agrigentino. Il bimbo è stato raggiunto alla testa da un colpo di fucile caricato a pallettoni, mentre viaggiava su un piccolo fuoristrada Suzuki, in compagnia dello zio, Vincenzo Marotta, di 31 anni, e del fratello maggiore Carmelo, di 16. Dopo l’arrivo all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, il piccolo è stato trasferito con l’elisoccorso al Civico di Palermo, dove ora si trova ricoverato nel reparto di prima Rianimazione. Durante la notte è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico alla testa, nella zona fronte-temporale sinistra, per l’estrazione del proiettile. L’intervento è stato eseguito dal neurochirurgo Vincenzo Scaglione ed è durato cinque ore. Ancora poco chiara la ricostruzione della dinamica, sulla quale indaga la Squadra mobile di Agrigento. I tre occupanti della jeep stavano ritornando a casa dopo avere trascorso la giornata in campagna insieme ad amici e parenti. L’agguato è scattato attorno alle 19,30. Probabile che a sparare sia stato un commando composto da due persone. I killer nascosti nella vegetazione, al passaggio del mezzo hanno aperto il fuoco. Una decina i colpi di fucile esplosi, che hanno raggiunto tutti i passeggeri. Subito gravi sono sembrate le condizioni del piccolo Salvatore raggiunto al capo dal piombo. Feriti solo di striscio lo zio e il fratello. Le indagini sono rivolte verso più piste. Anche se le modalità fanno pensare ad un agguato tipicamente mafioso. Di sicuro nessuno dei tre è imparentato con il boss di Santa Elisabetta, Salvatore Fragapane, come in un primo momento si era pensato. Probabile che il bersaglio dei sicari fosse Vincenzo Marotta, il guidatore dell’auto. Ma non sono da escludere altri moventi. Anche se il procuratore aggiunto, Ignazio Fonzo, puntualizza: “Le indagini restano alla procura di Agrigento – dice – perché allo stato non sono emersi elementi che riconducano ad un agguato di stampo mafioso”.