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Anche il presidente del Tribunale di Agrigento, Luigi D’Angelo, e alcuni cancellieri del palazzo di giustizia saranno sentiti nel contesto del procedimento che dovrebbe portare alla beatificazione del giudice canicattinese Rosario Livatino. Una svolta sostanziale della Chiesa che intende valutare la figura del giudice magistrato non solo dal punto di vista di ciò che avrebbe fatto o potrebbe fare dall’alto dei cieli, ma anche per quanto fatto tra i comuni mortali. Nelle prossime settimane il presidente D’Angelo sarà chiamato dagli esponenti della Chiesa agrigentina impegnati nella raccolta di notizie e testimonianze, a raccontare, descrivere e tracciare il profilo etico, morale e umano di chi pagò con la vita la propria voglia di giustizia. Dopo D’Angelo a testimoniare quanto fosse «particolare» l’agire di Livatino saranno anche alcuni cancellieri con i quali il giudice condivideva intere giornate di udienza, nell’umanissima conduzione della giornata lavorativa, ognuno per le rispettive mansioni e competenze.