Avrebbe dovuto chiamarsi Alessandro, ma prima di venire al mondo è morto. Sarà la magistratura e un’indagine interna, aperta dall’Azienda ospedaliera San Giovanni di Dio, ad appurare se si sia trattato di un caso di malasanità o meno. La data presunta del parto era stata fissata per domenica. Ma già da qualche giorno contrazioni e dolori per una partoriente, R.P., 23 anni, di Agrigento erano diventati intollerabili. La donna si era recata, la scorsa settimana in ospedale. I medici l’avevano ricoverata e tenuta sotto osservazione, poi era stata dimessa. Domencia scorsa i dolori sono ricomparsi, e i due giovani coniugi sono ritornati al presidio ospedaliero di contrada Consolida, verso il reparto di Ginecologia ed Ostetricia. Nuove visite, controlli e tracciato. Poi la partoriente è stata dimessa ancora una volta. Le contrazioni non sarebbero state quelle del parto, ma quelle preparatorie. Ieri mattina l’ennesima corsa in ospedale, l’ennesimo tracciato e la terribile scoperta: il cuore del feto non batteva più. Il piccolo era deceduto. Una tragedia per familiari e parenti, che hanno rpesentato una denuncia per capire cosa è accaduto. Probabile che nelle prossime ore il magistrato di turno presso la procura della Repubblica di Agrigento possa conferire l’incarico di consulenza ad un medico legale per effettuare l’autopsia sul corpicino del piccolo. Un’inchiesta interna è stata aperta dall’azienda ospedaliera San Giovanni di Dio per capire se ci sono stati errori.