Quattro milioni di euro sono il valore dei beni sequestrati dalla Guardia di Finanza di Agrigento a tre fratelli imprenditori di Bivona, Luigi, Marcello e Maurizio Panepinto. Il provvedimento di sequestro dei beni è stato disposto dal Tribunale di Agrigento, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. In particolare, sono stati apposti i sigilli a fabbricati industriali, uno a Bivona, un secondo a Parma, in Emilia Romagna, a diverse abitazioni, terreni per decine di ettari ubicati a Bivona, conti correnti, auto, impianti di calcestruzzo e automezzi relativi a sei imprese impegnate nella produzione del cemento, del movimento terra e del trasporto. I tre fratelli Panepinto lo scorso mese di gennaio sono stati condannati dal Tribunale di Sciacca per associazione mafiosa ed estorsione. Dal processo scaturito dall’operazione antimafia “Face Off” condotta nel 2008 dai carabinieri della compagnia di Cammarata, è emerso che il clan controllava in maniera capillare gli appalti pubblici della Bassa Quisquina, imponendo il pizzo a diversi imprenditori. Tredici anni di reclusione sono stati inflitti a Luigi Panepinto, 14 anni e 6 mesi a Maurizio Panepinto, 10 anni a Marcello Panepinto.