Continua la bufera nel settore rifiuti, bufera che investe tutte le parti sociali coinvolte in questa intricata questione: dai sindacati, ad Ato Gesa, ai comuni. Ma andiamo con ordine. Dopo lo sciopero dei lavoratori aderenti alla Cgil, Cisl e Uil, viene comunicato anche quello dell’Ugl. Ad annunciarlo, in un’ampia nota stampa, il segretario generale Eugenio Bartocceli e Roberto Migliara, responsabile del comparto industria del sindacato. Al centro della questione dello stato di agitazione c’è quello di garantire i lavoratori e le loro famiglie.
Nel frattempo il liquidatore di Gesa Teresa Restivo sarà oggi a Palermo per cercare una soluzione che possa scongiurare la situazione di emergenza che minaccia di verificarsi nella maggior parte dei comuni che ricadono nell’ambito dell’Ato Ag2. Quindici sindaci hanno chiesto una riduzione di costi ma questa richiesta, in regime di proroga, appare inutile. Impossibile risulta altresì,sia per legge sia per mancanza di mezzi e autorizzazioni , attuare la volontà dei comuni di provvedere autonomamente alla raccolta e smaltimento dei rifiuti.A fronte di ciò il raggruppamento di imprese ha fatto sapere che chiederà a ciascun sindaco la firma di un impegno preciso a pagare. In mancanza di tale impegno il servizio verrà interrotto nei comuni interessati. I sindacati da parte loro hanno indetto in quei comuni uno sciopero per il 22 marzo, temendo che tutta la situazione potrà avere delle ripercussioni sul piano occupazionale. Una matassa insomma che si ingarbuglia sempre di più e che investirà due diritti sacrosanti dell’uomo: l’igiene pubblica e quindi la salute, e il lavoro.