Il Gup del Tribunale di Agrigento, Ottavio Mosti, ha condannato i fratelli Calogero e Vincenzo Messina, rispettivamente di 27 e 35 anni, arrestati poche ore dopo l’agguato a Gioacchino Diana, 48 anni, titolare di una pizzeria, che poco prima avrebbe distrutto l’autovettura di uno di loro. Cinque anni di reclusione sono stati inflitti a Calogero Messina, dieci mesi a Vincenzo Messina. Secondo il giudice però non c’è stato alcun tentativo di omicidio. Il fucile a canne mozze sarebbe stato mostrato con il solo intento di intimidire Diana. L’accusa infatti è stata riqualificata in minaccia aggravata dall’uso dell’arma. Il pubblico ministero Salvatore Vella aveva chiesto per entrambi la condanna a dodici anni di carcere.  L’agguato è scattato il 3 febbraio scorso nel ristorante di contrada Aquilata alla periferia di Canicattì, gestito da Diana. I due fratelli Messina hanno fatto irruzione nel locale armati di fucile minacciando il titolare. La figlia si sarebbe frapposta tra il padre e gli aggressori, e i due si dileguarono. Diana è finito pure a giudizio con l’accusa di danneggiamento. Diana ha preferito il dibattimento e il suo processo è alle battute iniziali.