Operazione antidroga dei carabinieri della Compagnia di Canicattì. Eseguite 23 ordinanze di custodia cautelare. L’indagine, denominata “Panis”, condotta su delega della Procura della Repubblica – del sostituto procuratore, Giacomo Forte e coordinata dal procuratore aggiunto, Ignazio Fonzo – ha evidenziato ancora una volta l’eccessivo consumo di droghe: cocaina, eroina ed hashish ed altro. Il blitz è scattato a seguito di una lunga e complessa attività investigativa svolta, a partire dall’inizio dell’anno 2010, dai militari canicattinesi. In particolare, è emerso dall’analisi dei dati evidenziati che in Canicattì e in luoghi limitrofi operavano soggetti facenti parte di un gruppo  dedito allo spaccio al minuto di stupefacente di vario tipo. A dare fondamento all’ipotesi investigativa sono stati una serie di elementi concreti addotti nell’informativa citata e specificati negli allegati alla medesima. Va così posto in evidenza come in data 5 aprile del 2008 una perquisizione realizzata presso l’abitazione di Giuseppe Lo Cicero, e nelle immediate pertinenze (perquisizione svolta d’iniziativa fatta su indicazione di fonte confidenziale della medesima P.G. – la stessa  ha fornito numerosi spunti investigativi) portava al sequestro di 25 grammi di stupefacente di cui 5,4 cannabis indica e 17,8 di cocaina, il tutto confezionato in dosi pronte per lo spaccio. Veniva inoltre rinvenuta una quantità non indifferente di creatina (pari a 393 grammi), usata anche per il taglio dello stupefacente. Certamente, la diversa tipologia della droga e le modalità di divisione della stessa lasciavano chiaramente intendere come il Lo Cicero, fosse soggetto dedito allo spaccio di stupefacente. Le fonti di prova sono consistenti, e comprendono: le dichiarazioni di persone informate sui fatti; i risultati delle attività tecniche di intercettazione telefonica e c.d. ambientale su numerose utenze e autovetture in uso ad alcuni degli indagati; alcuni sequestri di stupefacente eseguiti, a riscontro degli elementi di prova emersi nel corso delle operazioni tecniche di ascolto, sia presso alcuni degli indagati sia nei confronti di alcuni assuntori “clienti” degli stessi. Il Gip, pertanto, valutando positivamente quanto prospettato dalla Procura della Repubblica diretta dal procuratore capo Renato Di Natale, ha accolto la richiesta disponendo la misura cautelare, per la cui esecuzione è stata delegata la Forza di Polizia che ha eseguito le indagini disposte dall’Ufficio del Pubblico Ministero. Le indagini di Polizia, come detto, svolte su direttive della Procura della Repubblica, sono state effettuate, e tuttora proseguono nell’ambito del Comando provinciale dei carabinieri retto dal colonnello Mario Di Iulio, e dalla Compagnia di Canicattì, alle dipendenze del capitano Salvatore Menta. Ecco le persone raggiunte dalla misura cautelare: in carcere Daniele Lodato, 28 anni, di Canicattì; Maria Pia Piazza, 44 anni, di Canicattì; Lina Licata, 31 anni, di San Cataldo; Hosni Ben Brahem, 29 anni, Tunisino; Moncef Ben Dhafer,36 anni, Tunisino; Gioachino Amato, 32 anni, di Canicattì; Lillo Lodato, alias “Luigi”, 30 anni, di San Cataldo; Alessandro Vincenzo Maurici, 31 anni, di San Cataldo; Giuseppe Lo Cicero, 31 anni, di Asti; Vincenzo Mongitore, 27 anni, della Germania; Alfonso Mantione, 23 anni di San Cataldo; Antonio Alfano, 23 anni, di Agrigento; Biagio Campanella, 26 anni, di Agrigento; Antonio Guarneri, 31 anni, di San Cataldo; Diego Guarneri, 30 anni, di San Cataldo; Francesco Infantino, inteso “Cicciu Muzzuni”, 48 anni, di Grotte; Maurizio Cassaro, inteso “Il Siciliano”,45 anni, di Canicattì. Applicati gli arresti domiciliari: Calogero Arcangelo Morreale,31 anni, di Agrigento; Calogero Giochino Morreale, 35 anni, di Manchester (Gran Bretagna); Alfonso Lorenzano, 26 anni, di Agrigento; Tanja Van Den Abbeele,30 anni, di Amburgo (Germania); Samuela Puma, 23 anni, di Canicattì; Giuseppa Nobile, 50 anni, di Canicattì.