Da giorni manca l’acqua nel carcere di contrada Petrusa, in cui da mesi convivono mediamente cinquecento detenuti. A causa di un guasto a una pompa – individuato da Girgenti Acque dopo la segnalazione e in corso di riparazione – la casa circondariale sta vivendo un momento dal punto di vista igienico sanitario assai critico. I reclusi ovviamente non possono lavarsi, i servizi igienici sono di fatto impraticabili, anche lavarsi il viso è un privilegio che in pochi possono permettersi. Una situazione incandescente che di ora in ora rischia di degenerare in episodi di intolleranza, a questo punto della vicenda, largamente giustificabili. Dalla direzione del penitenziario sono immediatamente state avviate le procedure per segnalare il grave stato complessivo della struttura dal punto di vista igienico e ambientale. Da quel poco che trapela la faccenda pare si sia sbloccata nelle ultime ore e da Girgenti Acque lasciano intendere che l’acqua dovrebbe tornare a essere erogata con costanza e in quantità adeguata alla casa circondariale. Gestire 500 persone private della libertà personale, strette anche in 4 in una sola cella, senz’acqua da giorni non è impresa facile. Ad oggi non si sono verificati episodi di intolleranza, figli del disagio. Merito dalla pazienza dei detenuti e della professionalità degli agenti.