fbpx

Medici dei reparti di cardiologia e dell’Utic del San Giovanni di Dio mandati a coprire i turni dell’ospedale  di Licata. Figure che, di fatto, poi, mancano ad Agrigento. Gli stessi dirigenti medici hanno scritto una lettera, per rivolgersi alla cittadinanza,  a firma di: Patrizia Carità, Gabriella Carlino, Calogero Casalicchio, Calogero Catalano, Ilenia Di Liberto, Salvatore Di Rosa, Giovanni Ferro, Antonella Frenda, Salvatore Geraci, Alfonso Lo Presti, Rossella Micciché, Diego Milazzo, Gerlando Pilato, Valentina Pitruzzella, Roberta Siracusa, Giovanni Vaccaro e Claudia Visconti. 

Ecco il testo:

“La nostra UO è inserita nella rete delle emergenze e nella rete dell’infarto come “centro Hub” di riferimento per tutto il bacino afferente, svolge in regime h24, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno procedure di cardiologia interventistica coronarica urgenti e programmate, procedure di cardiologia interventistica vascolare estrutturale, con assicurata reperibilità notturna e festiva, rappresenta centro di Cardiologia interventistica ad elevato volume, tra i primi in Sicilia ed sul territorio nazionale, svolge procedure di elettrofisiologia ed elettrostimolazione giornaliere, assicura assistenza in regime di Terapia Intensiva Coronarica (UTIC) su 8 posti letto e in regime di degenza con due blocchi da 20 posti letto per un totale di 24 posti letto,  svolge attività ambulatoriali con prestazioni cardiologiche specifiche e non effettuate in nessun altro presidio della ASP1 di Agrigento(Ecostress, ecocardiogrammi trans-esofagei, doppler trans-cranici, ambulatorio di scompenso cardiaco e ambulatorio di cardio-oncologia).

Orbene, sino ad oggi noi sottoscritti dirigenti medici abbiamo svolto il nostro servizio con la gratificazione di vedere riconosciuto il nostro impegno e la nostra dedizione sia dalla popolazione, che sapeva di poter contare su un servizio di alto profilo, sia dell’amministrazione dell’ ASP che non ci ha mai fatto mancare materiali e supporto morale. Sino ad oggi. Si perché negli ultimi mesi il nuovo Direttore del Dipartimento ha imbastito quello che per noi è un vero e proprio attacco frontale, disponendo ripetutamente ordini di servizio per tutto il personale medico della UOC di Cardiologia di Agrigento per la copertura dei turni presso l’UO di Cardiologia dell’Ospedale di Licata, in carenza cronica di personale, senza aver mai  ritenuto prima nemmeno di incontrarci. Si tenga presente che nel corso degli ultimi anni per ovviare a tale situazione ci siamo più e più volte prestati ad eseguire turni di servizio a Licata con la veste delle prestazioni aggiuntive fuori orario di servizio, ma sempre con la promessa che si sarebbe trattato di un problema transitorio destinato ad essere risolto nel giro di poco, come del resto ci era stato anticipato non più tardi di qualche mese fa, in quanto si delineava un accorpamento dell’UO di Cardiologia di Licata con l’UO di Medicina per ottimizzare le risorse di personale. Adesso restiamo sconcertati nel ricevere ogni mese  questa pioggia di ordini di servizio, istituto previsto in condizioni eccezionali e non per situazioni croniche ed annose come questa, che mettono in seria difficoltà la nostra organizzazione del lavoro presso la nostra sede naturale di servizio, ovvero l’ospedale San Giovanni di Dio. Sì perché privare l’UOC di Cardiologia del nostro ospedale quotidianamente di un paio di unità mediche da impiegare presso il presidio di Licata si ripercuote pesantemente sui turni del presidio di Agrigento, costringendo spesso a non poter garantire l’ampio ventaglio di servizi che tale struttura offre. Capita così che si debba posticipare un intervento di alta specializzazione come l’impianto di correzione di un vizio valvolare cardiaco perché il medico operatore si trova impegnato a sostenere il turno di guardia cardiologica all’ospedale di Licata! Massimo rispetto per tutti i colleghi ma è normale che un collega proveniente da altra ASP che non è nemmeno dotata di Laboratorio di Emodinamica e Cardiologia interventistica e che quindi nella sua carriera si è limitato a trasferire i pazienti colpiti da infarto al centro di Emodinamica più vicino, decida tout court di giocare al ribasso in questa maniera?  Siamo sicuri che sia ragionevole una scelta del genere? Qualunque ASP a nostro parere, ragionando da Azienda, come recita il titolo, Azienda Ospedaliera Provinciale, sicuramente ha una strategia generale volta a incrementare la produttività e la qualità dei servizi offerti dal personale, e non ci sembra molto strategico impiegare un’ unità medica che svolge quotidianamente attività di alta specializzione come test provocativi, angioplastiche, impianto di pace-maker etc. etc. per semplici turni di guardia/Pronto soccorso che potrebbero essere svolti da qualunque specialista cardiologo. Per sovrappiù, il collega Direttore del Dipartimento, non si è limitato ad inviare ordini di servizio per coprire i turni essenziali di guardia, ma ha deciso di rendere ancora più critica la situazione impiegando le due unità mediche in organico all’UO di Cardiologia dell’Ospedale di Licata per avviare attività non meglio precisate di ambulatorio cardiologico, incurante del fatto che per prestazioni non essenziali come queste, peraltro quantitativamente esigue, si riducesse ancora di più la disponibilità di forza lavoro. Si arriva al paradosso che i colleghi di Licata per le prossime festività natalizie godono di riposi e libertà dal servizio in maniera molto più estesa di noi che siamo impegnati sia ad Agrigento che a Licata. Cosa si vuole fare? Depotenziare la nostra UO di Cardiologia di Agrigento, che da anni viene riconosciuta come il fiore all’occhiello di questa azienda, per mantenere i semplici turni di guardia cardiologica in un ospedale dove non c’è Unità di terapia intensiva coronarica, né sala di Emodinamica, né di Elettrofisiologia e dove pertanto storicamente  i casi gravi  vengono semplicemente trasferiti presso la UO di Cardiologia di Agrigento? Vi comunichiamo tutto ciò in quanto da medici riteniamo nostro dovere dare conto alla popolazione di quanto sta succedendo poiché nonostante tale grave situazione organizzativa i vertici dell’ Azienda non si sono mai espressi  e altresì vediamo che rilasciano dichiarazioni entusiaste di aperture di nuovi servizi presso l’ospedale di Licata.”