Niente liberta’ per Antonio Alaimo di Favara, consigliere comunale e impiegato presso la locale scuola alberghiera. Rimane in carcere. Cosi’ ha deciso il Gip del tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, che ha rigettato la richiesta di scarcerazione avanzata dal difensore di Antonio Alaimo, l’avvocato Calogero Raia. L’uomo e’ coinvolto nella vicenda riguardante il presunto giro di favoritismi per l’ottenimento dei privilegi previsti dalla legge 104. In particolare, l’avvocato aveva chiesto un’attenuazione della misura cautelare dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini. Il legale aveva sottolineato che il decorso del tempo e la chiusura dell’attivita’ investigativa avessero fatto venire meno o, comunque, attenuare le esigenze cautelari. Il Gip Alessandra Vella, invece, ha ritenuto che la gravita’ delle contestazioni e del quadro indiziario fossero tali da rendere necessaria la conferma del provvedimento restrittivo. Le accuse contro Antonio Alaimo sono pesanti: è ritenuto il capo di una delle due bande che avrebbero messo in piedi la presunta “fabbrica” di finti invalidi. Il giorno dell’operazione della Digos sono finiti in carcere anche tre medici accusati di avere intascato denaro in cambio dell’attestazione di false patologie. Sono Giuseppa Gallo, 61 anni, di Naro, specializzata in pneumologia; Giuseppe Candioto, 61 anni, reumatologo; e Antonino Scimè, 64 anni, di Agrigento. L’ultimo indagato finito in carcere è Daniele Rampello, 47 anni, baby pensionato di Raffadali, ritenuto uno dei personaggi di spicco del sodalizio.

 

 

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